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Nel quartiere di Chiaia, famoso per i suoi palazzi ottocenteschi e le boutique internazionali, sorgono due ristoranti integralmente ispirati all’estetica, ai rituali e ai sapori del Sol Levante.
Telefono e prenotazioni:
Ruri Kaiseki: +39 333 862 1135
Ruri Izakaya: +39 331 310 6032
Vicolo S. Maria Cappella Vecchia
30I/30L/30O
Napoli 80121
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Celebrare gli ingredienti in base alle stagioni

Ruri Kaiseki

Un locale che preserva in ogni dettaglio la tradizione culturale e culinaria del Giappone. Il lungo bancone in rovere, prelevato da un tronco di quattro secoli e lavorato a mano, ospita dodici commensali che ogni sera partecipano ad un vero e proprio rito.

ruri kaiseki

La cucina Kaiseki

La tradizione Kaiseki

La tradizione del kaiseki affonda le radici nel periodo Edo (1603–1868). In origine fu il maestro del tè Sen no Rikyū a introdurre un pasto leggero prima delle cerimonie del Chadō

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L'evoluzione

Questa pratica si è poi evoluta in un rito gastronomico indipendente, dove ogni portata – dal sakizuke (un piccolo antipasto servito all’inizio) al mizumono (il dolce stagionale giapponese, spesso a base di frutta) – veniva preparata e servita singolarmente per esaltarne la freschezza e le caratteristiche intrinseche di ogni ingrediente.

La cucina kaiseki è la celebrazione dello shun (旬), che indica il momento in cui le materie prime raggiungono il massimo della loro qualità in base alle stagioni. Ogni portata riassume l’attimo perfetto dell’espressione della natura. Il pasto è una sequenza di piccole porzioni, centrate su ingredienti di eccellenza, varietà e una presentazione raffinata.


Il custode del rito

Yanagi Hiroshi

Yanagi Hiroshi ha dedicato quasi quattro decadi alla sua formazione, spostandosi da Yokohama a Kyoto per combinare ricerca del gusto ed estetica. Specialista in gyūnabe (un piatto costituito da fettine sottili di manzo, cotte con varie verdure in una padella in ghisa) e maestro di sushi, Hiroshi in seguito si è perfezionato nella cucina kaiseki, diventando il custode di un rito ultracentenario. Rispettato per rigore e maestria, ha scelto Napoli con la moglie Miyako per l’ultima sfida professionale. Si è trasferito dopo essersi convinto dell’unicità e dell’eccellenza del progetto Ruri.

Accettare Napoli come ultima sfida professionale è stato naturale: come in Giappone qui il mare abbraccia la terra, offrendo pesce sempre fresco, e il terreno vulcanico genera ortaggi straordinari.
Ai nostri ospiti desidero far provare la cucina kaiseki, custode della
stagionalità, insieme a un sushi Edomae moderno, trasformando ogni ingrediente d’eccellenza in un momento di condivisione.

Maestro Yanagi Hiroshi, chef Ruri Kaiseki

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Yanagi Hiroshi

angelo giugliano
Artigiano del gusto

Angelo Giugliano

Classe 1994, Angelo Giugliano a 21 anni si è spostato dalle soglie del Vesuvio in Inghilterra e poi in Danimarca. Qui per tre anni ha lavorato come chef de partie al fianco di René Redzepi al celebre Noma di Copenaghen. Da questa esperienza nasce la passione per frollatura, fermentazioni e tecniche ancestrali della cucina giapponese.

Nel 2023 l’incontro con Giovanni d’Alessandro lo catapulta in una nuova dimensione. Prima gli viene affidato lo chef table di Ruri Izakaya poi nell’ottobre del 2025 passa nella cucina di Ruri Kaiseki al fianco di Yanagi-san. Per Angelo è stato naturale portare il suo linguaggio, tecnico e raffinato, al centro di un ristorante che ha nel suo DNA la ricerca dell’eccellenza.

Al centro della mia ricerca c’è la stagionalità. Quando lavoro provo a utilizzare tutte le parti di un alimento, cercando di creare consistenze e sapori diversi, che si esaltano a vicenda.
Nei miei piatti gli ospiti possono riconoscere subito un determinato periodo dell’anno o un territorio nelle sue diverse espressioni.

Angelo Giugliano, chef Ruri Kaiseki

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L'arte di prendersi cura dell’ospite

Yanagi Miyako

Alla base dell’esperienza Kaiseki non ci sono solo i piatti, ma un’idea precisa di accoglienza.
In Giappone la chiamano Omotenashi (おもてなし): l’arte di prendersi cura dell’ospite con discrezione, rispetto e attenzione, anticipandone i bisogni senza mai renderli espliciti.
Miyako, moglie del Maestro Yanagi Hiroshi, incarna questo spirito.
È lei a preparare il bancone, ad accogliere gli ospiti in sala, a servire le bevande di benvenuto e alcune portate. Ogni suo movimento trasmette calma e armonia. Miyako rappresenta l’incontro tra rigore e grazia, tessendo un filo invisibile tra i piatti del percorso Omakase e il cuore dell’accoglienza giapponese.

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Yanagi Miyako

La tradizione giapponese tra ritmo lento ed equilibrio

Kaiseki Experience

Tradizione tra ritmo lento ed equilibrio

Il percorso

Il percorso Kaiseki proposto dal Maestro Hiroshi Yanagi segue una scansione rituale che riflette la filosofia dell’ospitalità giapponese: si apre con un piatto leggero per stimolare l’appetito, prosegue con un dashi, preparazioni alla griglia (yakimono), un piatto principale (go-zakana) e si conclude con un dolce o frutta fresca (mizumono). Questi piatti sono affidati ad Angelo Giugliano, che si occupa in particolare della ricerca sulla materia prima, delle fermentazioni e del dialogo tra ingredienti vegetali e marini.
Tra una portata e l’altra viene servito un nigiri, sempre preparato sul momento da Yanagi-san e posato direttamente sul palmo della mano dell’ospite. È un gesto antico, intimo, che sigilla il legame tra chef e commensale. La cucina Kaiseki non cerca effetti speciali, ma la perfezione dell’equilibrio.

Sushi Experience

Gusto senza compromessi

Yanagi Hiroshi firma con grazia e dedizione una Sushi Experience in stile Edomae. Nato sulle rive della baia di Edo, questo stile antico di sushi custodisce l’arte del tempo e del mare.
Ogni nigiri è frutto di un incontro tra riso e pesce lavorato con maestria: crudo, marinato, scottato o appena accarezzato dal fuoco.
Questa Experience, articolato in 20 portate, è un’immersione nei mari e nelle stagioni: dallo sgombro all’anguilla, dalla seppia al gambero blu della Caledonia, dalla ricciola ai tagli nobili di tonno Akami e Chutoro. Il temaki viene preparato con alga essiccata di Fukuoka, tonno, porro, uova di salmone e riso. Come in una sinfonia, i piatti di Angelo Giugliano si inseriscono come momenti “lenti” e “allegri”, ampliando la consistenza di questo percorso Omakase.


L'arte di rendere preziose le imperfezioni

Kintsugi

Il progetto Ruri ruota intorno al concetto di Kintsugi 金継ぎ. Questa tecnica di restauro, ideata alla fine del 1400 da ceramisti giapponesi, è concepita per riparare tazze per la cerimonia del tè grazie ad un prezioso alleato: l’oro.
Dall’arte di valorizzare le imperfezioni, potenziandone la bellezza, si è lasciato ispirare l’architetto Takeda Katsuya, che ha trasferito i valori del kintsugi in vari elementi del ristorante.
All’interno del locale, al posto dell’oro, il metallo scelto è il rame, presente nel pavimento, nell’illuminazione e nella cappa artigianale.
I pannelli sulle pareti interne sono trattate con lo Yakisugi 焼杉, un metodo di conservazione del legno, la cui bruciatura lo rende ignifugo e impermeabile. Ogni dettaglio indica cura e reciproci rimandi: dai fazzoletti in lino ricamati a mano, alle venature dei bicchieri che richiamano quelle del bancone, fino alle bacchette in legno, create da Marunao, un’azienda giapponese con oltre 100 anni di esperienza nella lavorazione di tronchi selezionati.

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Un viaggio per immagini

Kaiseki Gallery